Quota 848


Autore: Nicola Adorni
Genere: Racconti
Pagine: 26 (versione non integrale)

Descrizione: Nicola Adorni si cimenta in questa raccolta di racconti con un’ottica speciale. L’Autore dimostra l’attrazione verso una dimensione diversa da quella in cui si muovono, in una consolidata routine, i suoi personaggi.
Persone normali che si trovano, loro malgrado, ad affrontare una dimensione paranormale, una dimensione che, nell’ottica dell’autore, si dipana a fianco di quella reale ma non in modo parallelo ed intoccabile, bensì secante e molto spesso incomprensibile. Il mondo fantastico in cui si muovono le sue figure si rifà a paure e suggestioni ancestrali: dalle presenze spiritiche all’opera del demonio, dall’incognito dell’aldilà alle paure post atomiche, dal viaggio nel tempo al potere illimitato della mente umana.
Presi singolarmente, i racconti si caratterizzano per una certa asciuttezza e linearità del dettato. Adorni è pragmatico, crea atmosfere allucinate e paesaggistiche, soffocanti, irreali, ai limiti dell’immaterialità, ma sempre molto ben contestualizzabili. Il suo è un mondo di ingranaggi, di meccanica, di radiazioni nucleari e altri prodotti tossici delle attività umane, che ruotano attorno ai vari protagonisti.
La volontà di comprendere e dominare quella dimensione misteriosa e temibile, che si insinua senza preavviso nella vita quotidiana, si tramuta rapidamente nel bisogno di accettarla o sfuggirne, o di cavalcarla come un’onda per poi accorgersi che sta portando verso una scogliera rocciosa.
E se è vero che l’Autore non nasconde la magnetica attrazione verso la Dea con la falce, dispensando trame senza lieto fine, è impossibile non scorgere il fondamento di ottimismo che permea tutta l’opera. Un ottimismo che si fa largo nel buio di alcune ambientazioni, grazie alle reazioni e ai buoni propositi che gli eventi misteriosi fanno scaturire nei personaggi; alla fine anche la morte intesa come fil rouge delle storie, insegna e redime, cementifica e sancisce l’istinto di sopravvivenza del genere umano.
Per quanto si possa facilmente scivolare nel clichè di considerare quella di Adorni una narrativa di protesta, volta ad ammonire e profetizzare contro l’ipertecnologia e il progresso sfrenato, a discapito dell’essere umano, in realtà, per sua stessa ammissione, i suoi racconti vogliono essere dispensatori di pura evasione, una sorta di Otto dopo mezzanotte di kinghiana memoria.

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